Inquinamento ambientale e interferenti endocrini

Inquinamento ambientale e interferenti endocrini
di Mauro Bologna – Università dell’Aquila
[Febbraio 2015 – in: Bottaccioli F, Bottaccioli AG Psiconeuroendocrinoimmunologia e scienza della cura integrataIl Manuale, Edra, Milano]

La vita quotidiana, soprattutto nell’ambiente urbano delle società industriali, ci espone ad una grande varietà di sostanze chimiche di sintesi che negli ambienti naturali e pre-industriali sono o erano assenti: nella gran parte dei casi si tratta di sostanze che, prodotte dall’uomo negli ultimi decenni, sono comunque entrate nei cicli fisico-chimici e biologici planetari e seguendo le loro proprietà – appunto fisiche e chimiche – viaggiano negli ecosistemi del pianeta diluendosi in aria, acqua, suolo e vengono così in contatto con tutte le forme di vita che esistono in loco.
E’ così, per esempio, che un insetticida prodotto in grandi quantità a partire dalla fine degli anni ’30 del ‘900 (il DDT) si trova oggi ovunque nel pianeta, persino nel grasso degli animali dei poli (foche, orsi bianchi) pur essendo stato impiegato intenzionalmente soprattutto nei campi coltivati all’equatore, ai tropici e nelle zone temperate del pianeta, per combattere le cavallette o le zanzare delle paludi (largo impiego anche durante le campagne antimalariche di metà ‘900: in Italia soprattutto nelle Paludi Pontine e nel Delta del Po).
Come il DDT (sostanza liposolubile a lunghissima emivita, che nel corpo umano ha un tempo di dimezzamento calcolato in circa sei anni) molti altri pesticidi sintetizzati ed usati ampiamente hanno proprietà di alta persistenza, scarsa idrosolubilità e difficile smaltimento biologico. Purtroppo alcune di tali sostanze di sintesi introdotte dall’uomo esercitano anche influenze sugli equilibri endocrini, per somiglianza strutturale con composti biologici ad azione ormonale. Tale capacità di interferire con i meccanismi endocrini fa attribuire loro la denominazione di perturbatori endocrini (o Endocrine Disruptors, ED) e li rende responsabili di numerosi e gravi quadri di patologia endocrina e non solo (spesso si sommano -vedi oltre- anche azioni mutagene, pro-infiammatorie e
cancerogene).
Questo stato di cose nell’inquinamento ambientale e nelle sue conseguenze sulla salute degli esseri viventi si sta delineando sempre di più nella sua vastità, complessità ed indubbia gravità. Molte sostanze chimiche hanno azione lesiva diretta (producono la morte di singole cellule e quindi inducono subito una reazione infiammatoria, conseguente) oppure azioni indirette come la mutagenesi (con possibile successiva cancerogenesi) e l’endocrino-interferenza appena citata.

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